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Il narcotraffico messicano ha un nuovo boss: El Mencho

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Posted on: 01/14/16
Joaquín Guzmán Loera, il criminale leggendario messicano meglio conosciuto come “El Chapo” è stato finalmente catturato. Ma al suo posto c'è già Nemesio Oseguera Cervantes, detto “El Mencho”, il nuovo re dei narcos. Nato 50 anni fa nel Michoacan. Nella regione di Tierrascaliente, povera cittadina dedita solo alla coltivazione e raccolta di avocados, a cui da bambino lavorò anche lui per contribuire al mantenimento della famiglia. Poi a meno di quindici anni passò al traffico di marijuana e cocaina, diventando responsabile della sicurezza dei carichi tra Messico e Stati Uniti.La Dea ( (Drug Enforcement Administration; l'agenzia federale antidroga degli Stati Uniti d'America e del Dipartimento di Giustizia americano) lo definisce il più feroce e meglio armato criminale degli ultimi tempi. Come dimostrato dall'uccisione di Gisela Mota, primo cittadino del comune di Temixco in Messico, assassinata a neanche poche ore dal suo insediamento come sindaco della sua città, Temixco. Cittadina industriale di circa 100mila abitanti ha un altissimo tasso di criminalità e gravi problemi di narcotraffico: secondo il Consiglio per la sicurezza pubblica nel 2015 nella regione sono state uccise 449 persone. Lo slogan di Gisela Mota era proprio «ripulire la città dai narcos».Slogan che non è piaciuto al nuovo boss messicano, El Mencho ora a capo di una gang da venti miliardi di dollari . La sua cattura è diventata il nuovo e primo obiettivo del governo messicano, soprattutto dopo il primo maggio di quest'anno quando ha disintegrato un elicottero Cougar dell'esercito con 16 persone a bordo, oltre a far esplodere stazioni di benzina, banche e auto in quattro Stati.Il narcotraffico è un cancro che il governo messicano non riesce ancora ad estirpare. E la mappa dei clan più potenti invece che diminuire aumenta e muta in continuazione.Ora è lui, El Mencho la “star” principale di queste organizzazioni criminali messicane. Una figura nuova: solo di recente i baffi radi e il viso anonimo immortalato nelle poche foto sono diventati familiari ai messicani.Nei numerosi video su youtube infatti El Mencho non appare, i dettagli sono raccapriccianti . Si vede un tipo mutilato lentamente, a colpi d'ascia, sulle note di The Body, a un altro viene tagliata la testa e sostituita con quella di un maiale. E poi ci sono gli interrogatori, i condannati a recitare quella parte triste dei pentiti che confessano le loro colpe, prima di venire giustiziati con un colpo alla nuca.Sarà per la violenza che il criminale ha fatto strada nella narcoindustria. Intanto ha avuto l'intuito di diversificare la produzione tra cocaina e droghe sintetiche. Un'altra delle sue qualità è il basso profilo. Niente a che fare con la logorrea da social network del Chapo Guzman, né con la sovraesposizione di La Tuta, il capo dei Caballeros Templarios, un ex maestro di scuola arrestato qualche mese fa.La sua passione sono le moto, su cui lo si vede scorazzare libero e impunito. I vicini, chiusi nella loro paura e omertà dicono di non conoscerlo, cosa alquanto impossibile e improbabile. Anche alcuni autorità corrotte fanno finta di non sapere i suo traffici.Per il resto, della sua vita privata si sa poco, solo che ha la stessa moglie da molti anni e ha un folto numero di figli . Nemmeno dei suoi uomini si conosce granché, sarà che la maggior parte non ha precedenti con il narcotraffico. Molti sarebbero ex membri dell'esercito mentre altri sono chimici ed esperti di finanza passati da professioni lecite alle più redditizie file del El Mencho. Oltre che bravo a fare affari, quest'ultimo è abilissimo nelle pubbliche relazioni, peccato il carattere infame. E gli hanno dedicato, come a ogni bravo capo, perfino qualche canzone. La più famosa l' ha composto il gruppo Jesus Ojeda y sus parientes ed è intitolato “El Mencho”.E quella che sembra essere una sceneggiatura di un film, è invece cruda realtà. Il governo messicano ha ancora molto da lavorare per debellare la piaga dei narcotrafficanti nel suo territorio dove la criminalità, violenza e corruzione sono all'ordine del giorno.




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